Penya Barcelonista de Lisboa

dimarts, d’abril 12, 2011

Il Barça vince pure a Donetsk



Il Barça vince pure a Donetsk E Messi è capocannoniere Blaugrana e Shakhtar se la giocano nonostante il 5-1 dell'andata: 20 minuti di relativa sofferenza per i catalani che poi prendono in mano la partita e vanno in gol con l'argentino, il quale riesce pure a sprecarne altri due DONETSK (Ucr), 12 aprile 2011


- Forse in questo momento, a fare la differenza tra il Barcellona e gli altri grandi club internazionali è un fattore molto semplice: la voglia di giocare a pallone. E' il solito Leo Messi a incarnarla al meglio: la qualificazione è già in tasca? Incombe una raffica di quattro "Clasicos" col Real Madrid? Di rifiatare non si parla neanche: si gioca, si cerca di segnare e di vincere. il che puntualmente avviene anche in casa dello Shakhtar Donetsk, con un gol guarda caso proprio di Messi che diventa capocannoniere della Champions League con 9 gol all'attivo, mettendo una ciliegina su una qualificazione in semifinale già ampiamente acquisita.


Ma c'e' stato quel 5-1?


— Si parte e viene subito il dubbio di ricordarsi male il risultato dell'andata, visto il grande agonismo da entrambe le parti. Ebbene sì, a Barcellona era finita proprio 5-1, ma il film che si vede a Donetsk non è esattamente quello che ti aspetti. Grande agonismo in campo e pressing alto da entrambe le parti: come se gli ucraini ci credessero veramente, come se il Barcellona non ci stesse a perdere nemmeno 1-0. Certo, l'orgoglio pungola lo Shakhtar più di quanto non faccia, per i blaugrana, il pensiero della serie di "clasici" col Real che li attende. E infatti nella prima mezzora gli ucraini portano un paio di pericoli veri alla porta di Valdes, che peraltro li sventa come sa fare: chiudendo prima lo specchio a Douglas Costa in uscita, poi parando un tiro di Jadson da posizione insidiosa. Poi però la squadra di Lucescu inizia inevitabilmente a rallentare, ed è quello che il Barça aspettava: Afellay inizia a imperversare sulla sinistra, Messi e Villa a cercare la profondità e il conto delle occasioni è subito rimontato: prima proprio Afellay mette a un metro dalla porta un pallone che la difesa respinge, poi è Messi a presentarsi a tu per tu col portiere sbagliando però un facile pallonetto: la alza troppo poco e Pyatov para. L'argentino saprà farsi perdonare al 43' con un gol dei suoi: scambio con Dani Alves che è alla sua destra e poi ingresso in area come nel burro, con i difensori che possono solo guardare il suo rasoterra che si infila nell'angolino. Shakhtar generoso


— La ripresa fa un po' il verso al primo tempo, anche se le cose succedono un po' più in fretta: la sfuriata dello Shakhtar stavolta dura meno, e il Barça impiega di meno a riprendersi la partita. Iniziano anche le sostituzioni, perché con tuitta la voglia del mondo bisogna comunque evitare di farsi male, in vista del Real. Dal canto suo lo Shakhtar ci prova con orgoglio e generosità, e in un paio di occasioni impegna ancora Valdes. Ma non appena i blaugrana forzano un po' si ha sempre l'impressione che possano raddoppiare quando vogliono. Messi sbaglia un altro pallonetto, Pedro spreca da buona posizione. Ed è ancora Messi a trascinare i suoi fino alla fine alla ricerca del raddoppio, ma per l'orgoglio degli ucraini sarebbe stato davvero troppo. Pier Luigi Todisco © RIPRODUZIONE RISERVATA

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