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dilluns, de novembre 29, 2010

Barça-Real, la notte delle stelle


Barça-Real, la notte delle stelle
E' questo il derby del mondo


El Clasico (stasera alle 21) racchiude in sé il meglio di tecnica e spettacolo: l'ultima vittoria del Real a Barcellona (firmata da un goldi Baptista) risale al 23 dicembre 2007. E coincide anche con l'ultimo scudetto dei blancos

MILANO, 29 novembre 2010 - Diciamo la verità: questa sera rosicheremo un po'. Il derby del mondo lo giocano in Spagna e noi possiamo solo stare a guardare. E forse a imparare qualcosa. Barcellona-Real Madrid è la partita che ogni movimento vorrebbe offrire agli appassionati del calcio globale. Dal Sudamerica alla Cina, ovunque pulsa la passione per il pallone oggi potremmo trovare chi, oltre alla sua squadra del cuore, sta dalla parte del Barça o è invece per il Real. El Clasico racchiude in sé il meglio di tecnica e spettacolo. In un gioco degli opposti che dà i brividi. I due giocatori più forti e ammirati: il piccolo e bruttino Messi contro l'aitante e bello Cristiano Ronaldo. I due allenatori più corteggiati: il serio e misurato Guardiola contro il geniale e sfacciato Mourinho. Non basta. Dentro il teatro del Camp Nou reciteranno anche tredici campioni del mondo spagnoli: otto vestiranno blaugrana, cinque la camiseta blanca.


Pep Guardiola, tecnico del Barça. Reuters differenze — Paragonarlo al nostro derby d'Italia tra Inter e Juve sarebbe davvero riduttivo. Non sono solo i valori agonistici a fare la differenza, quanto il confronto delle idee: agonistiche e non. Barça-Real è prima di tutto lo scontro tra due modi di intendere il calcio: da una parte la valorizzazione estrema del vivaio (la cantera) con otto titolari che sono prodotti della casa catalana; dall'altra la politica dei galacticos: comprare sempre e comunque per fare business. Ma è anche l'essere diversi nella vita. Il catalano è uno spagnolo particolare. Meno radioso e gioviale dell'hombre madrileno. Però più tosto e deciso nel lavoro e in tutto ciò che vuol dire sperimentare. Parla in dialetto, nel suo petto batte un cuore indipendentista che ha un effetto trascinamento anche per altre zone della Spagna. Madrid, l'odiata Madrid, deve stare lontana. Il catalano vuole far da solo e le elezioni regionali di ieri l'hanno dimostrato con il netto successo del partito nazionalista del Ciu. Tra i miti (Gaudì, Mirò, Dalì) un posto primario lo occupa il Barça, la vera nazionale per sette milioni e mezzo di abitanti. L'ultima vittoria del Real a Barcellona (firmata da un gol dell'oggi romanista Baptista) risale al 23 dicembre del 2007. E coincide anche con l'ultimo scudetto dei blancos, il trentunesimo contro i venti dei rivali.


Josè Mourinho, tecnico del Real. Ansa prove di sorpasso — Sarà dunque anche una questione di scaramanzia ma certo a Madrid tengono molto alla partita di stasera. Se c'è un condottiero per tornare a sorridere è proprio Mourinho. E i madrileni lo sanno. La capitale, nonostante le difficoltà della crisi mondiale, ha già gonfiato un po' il petto perché uno scudetto sui rivali storici l'ha riconquistato: quello del motore dell'economia. Barcellona adesso sta dietro, cosa impensabile fino a pochi anni fa. Il Real, la squadra del palazzo e del potere, prepara il doppio sorpasso.

Gianni Valenti
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